Funzione comunicativa del disegno

L’esigenza di comunicare può essere  considerata come uno dei fattori di crescita della civiltà umana.

L’uomo fin dalla sua comparsa sulla terra ha avvertito l’esigenza  di comunicare con gesti (linguaggio del corpo) e con segni.

 

Il modo di comunicare con il linguaggio del corpo

La prima forma di comunicazione dell’uomo era basata sull’utilizzo (come avviene ancora oggi nel mondo animale) dei cinque sensi,  per primo l’udito  ma anche la vista, il tatto, l’olfatto e il gusto: la comunicazione primordiale avveniva pertanto attraverso  suoni,  gesti, contatti, odori, sapori.

In quest’ottica, il linguaggio del corpo ha avuto una parte considerevole nell’origine della comunicazione.

 

Il modo di comunicare con i segni

Il ritrovamento di pitture rupestri realizzate sulle pareti o sui soffitti delle grotte,  la cui origine si può collocare  nel periodo paleolitico intorno a 30.000 anni circa avanti Cristo, ci ha reso noto un altro tipo di comunicazione, quella attraverso segni.

I ritrovamenti di queste che vengono ritenute  vere e proprie  manifestazioni artistiche, sono dislocati in un’area europea che interessa la Francia e i monti Cantatrici al nord della Spagna e l’area  mediterranea, dalla Sicilia alla Spagna meridionale (Esistono anche testimonianze nel Nordafrica e in Siberia).

 

I disegni parietali

I disegni parietali venivano realizzati sulle rocce delle caverne, con la tecnica della pittura o della incisione. Questi disegni possono essere intesi come  una  forma di comunicazione che, attraverso i segni,  voleva rappresentare la sintesi tra la parola e il pensiero.

All’inizio si manifestarono con impronte di mani  e profili elementari  che via via vennero sostituiti da profili di cavalli, cervi, bisonti, mammut rappresentati in movimento.  Queste  rappresentazioni animalistiche  si trovano in parte nella grotta di Lascaux in Dordogna.

Tali immagini probabilmente erano realizzate per uno scopo magico propiziatorio riferito alla   caccia e alla riproduzione della selvaggina; si ritiene che potessero avere anche  un preciso intento comunicativo da parte di chi le realizzava.

 

La scultura

Il tema della figura umana, in epoca preistorica, è realizzato principalmente in scultura e riguarda prevalentemente la donna  nota come Venere. La testimonianza ci è offerta da statuette di pietra grandi da  10 a 25 cm, che rappresentano la figura femminile con il corpo particolarmente grasso, ventre e mammelle prominenti.

Si ritiene che queste avessero una funzione magico propiziatoria per la fertilità, sia

fertilità femminile sia fertilità della terra per i raccolti.

Tra gli esemplari noti ricordiamo  quelli in Italia: la venere di Savignano in provincia di Modena e le Veneri di Balzi Rossi  a Ventimiglia.

 

Dai disegni parietali alla pittografia

La pittografia è una forma  primitiva di scrittura, composta da pittogrammi. Ogni pittogramma rappresenta un oggetto,  al quale può essere assegnato un  significato reale o astratto: quando è reale l’oggetto rappresentato è immediatamente comprensibile,  mentre quando  è astratto  riassume in sé un significato simbolico.

In generale i disegni dei  pittogrammi assumono valore comunicativo quando  possono essere compresi anche da individui che parlano lingue diverse e che sono incapaci di comunicare oralmente fra loro.

Nell’era moderna si possono classificare come pittogrammi certe targhe stradali o altre figurazioni come insegne di ospedali piuttosto che di uffici postali ecc.

 

Dai pittogrammi  alla scrittura cuneiforme.

La scrittura degli Assiro Babilonesi e di altri popoli dell’Asia occidentale antica, è costituita da segni e caratteri cuneiformi,  formati da   incisioni lineari a forma di cuneo realizzati nell’argilla o nella pietra, mediante uno stilo di canna dura o di metallo dalla punta  acuminata.

I caratteri cuneiformi  constano di uno o più cunei e si scrivevano da sinistra a destra. In origine, i segni pittografici riproducevano schematicamente gli oggetti. Con il tempo, divenuti lineari, acquistarono la forma di cunei anche perché, quando si cominciò a scrivere nell’argilla ancora molle, era impossibile segnare con chiarezza le linee. Con l’andar del tempo i segni divennero più semplici e più simmetrici.

 

I geroglifici egiziani

Il termine geroglifico indica ciascun segno della scrittura degli antichi Egiziani. Tali segni, (che sono circa 3.000), sono immagini schematiche di oggetti naturali che  avevano sia valore ideografico (rappresentazione grafica delle idee) sia valore fonetico (i segni rappresentano suoni singoli). I geroglifici sono documentati fino all’anno 394 d. C.

 

I pittogrammi dell’isola di Pasqua 

Nell’isola di Pasqua  (isola della Polinesia nell’oceano del Pacifico), nota per i busti antropomorfi  detti moais di grandi proporzioni, eretti sulle piattaforme cerimoniali o funerarie,  la scoperta che ha destato grande interesse per lo studio della comunicazione sono le Tavolette cantanti  (kohau  rongorongo ) in legno, coperte da segni pittografici o ideografici che vanno lette col sistema bustrofedico (le righe vanno lette alternativamente da sinistra a destra e da destra a sinistra, come i solchi tracciati da un aratro) probabilmente eseguite tra il 1200 e il 1700 della nostra era .

 

Segno simbolo emblema

Il popolo analfabeta, oltre ad una importante tradizione orale aveva anche modi alternativi per fissare o comunicare ciò che veniva pensato e detto usando figure, simboli e segni.

Il simbolo  è una rappresentazione capace di esprimere un significato. Ciò che la rappresentazione esprime viene definito contenuto simbolico.

La figura diventa segno simbolico.  Si pensi ai simboli dei quattro evangelisti: a Marco è associato il leone, a Giovanni l’aquila, a Matteo l’angelo, a Luca la mucca.

Nell’età moderna ricordiamo il simbolo del disarmo nucleare e il simbolo della radioattività che troviamo in molte porte degli ospedali.

Nella comunità scientifica il termine simbolo è usato con riferimento a segni grafici assunti per convenzione a indicare determinati enti, grandezze , strumenti:  simboli cartografici (elementi naturali, monti, fiumi, laghi ecc) , simboli antropici (case, ponti, strade ecc.), simboli topografici, simboli celesti (corpi celesti,  simboli dell’astronomia,  configurazioni planetarie, segni dello zodiaco), simboli chimici, simboli cristallografici.

Uno dei simboli della scienza impiegati anche  nel disegno e proveniente dai simboli della Matematica è il segno di coincidenza  rappresentato da tre linee parallele ( Ξ ).

Anche nel campo dell’odontotecnica si impiegano segni che hanno lo scopo di comunicare velocemente; uno di questi  è il sistema di numerazione internazionale dei denti che, per indicare con immediatezza un dente e la sua posizione nell’arcata dentaria, usa un simbolo composto da un numero a due cifre: la prima cifra indica il tipo di semiarcata: superiore, inferiore, destra, sinistra;  la seconda cifra indica il tipo di dente. In questo sistema, il numero 11 indica l’incisivo centrale superiore di destra. 

 

Il simbolo del pesce per i primi cristiani

Il disegno può avere una funzione comunicativa quando racchiude in se un significato simbolico. Questo è il caso del simbolo del pesce con il quale i primi cristiani comunicavano fra loro durante il periodo della clandestinità.  Disegnare un pesce era un segno codificato che consentiva a coloro che ne conoscevano il significato  nascosto di riconoscersi.

 

Lo Yin e lo Yang

Nella filosofia cinese, i due principi fondamentali dell’universo sono lo Yin e lo Yang, rappresentati con il simbolo Tai Chi; il Tai chi è un cerchio con le due metà, una bianca e una nera, separate da una linea curva; in ognuna di queste metà è presente una piccola quantità del rispettivo opposto rappresentata da un pallino bianco sul nero e un pallino nero sul bianco così che  nello Yin è presente un po' di Yang e nello Yang un po' di Yin .

Rappresentano due forze opposte ma complementari che muovono l’universo in tutti i suoi aspetti: i sessi (lo “yang” maschile, lo “yin” femminile), il giorno e la notte, la vita e la morte, il pieno e il vuoto, il movimento e il riposo, ecc….

 

Emblema

L’emblema è una figura simbolica di solito accompagnata da un motto o da una dichiarazione di versi o anche da un commento di prosa. L’emblema era disegnato sul vessillo, sullo scudo, le bilance sono l’emblema della Giustizia, il triangolo è l’emblema della perfezione.

Questa parola, nel significato  moderno, fu usata per la prima volta  da Andrea Alciati  nel 1531 in Emblematum liber.  Questo libro trovò presto larghissima diffusione fra i letterati come tra gli artisti che ne trassero motivi decorativi.

Tra gli emblemi possiamo annoverare l’emblema della Repubblica Italiana, gli emblemi di comunità di oggi come gli stemmi di città, i simboli araldici.

 

Dal simbolo alla allegoria

L’allegoria è una rappresentazione puramente figurativa, di solito la personificazione di un concetto astratto (ad esempio la giustizia); lo scopo dell’allegoria è quello  di fornire una illustrazione naturalistica ad un concetto astratto. Nella cultura occidentale, la maggior parte delle figure allegoriche derivano dalla mitologia greca o romana; nel Medioevo e nel Rinascimento queste figure sono state dotate di attributi.

Un repertorio di figure allegoriche è contenuto nel libro Iconologia di Cesare Ripa.

L’immagine della donna (a volte bendata) con la bilancia  e la spada, che rappresenta la giustizia, il centauro (allegoria dello spirito animalesco), le sirene (allegoria della seduzione), la cornucopia (allegoria dell’abbondanza), la statua della libertà (allegoria della libertà) sono immagini allegoriche.

Altre  immagini sono legate alla superstizione come gli amuleti o i segni della buona fortuna: la coccinella, il quadrifoglio, il ferro di cavallo.

 

Biblia pauperum  e cicli pittorici

Biblia pauperum (Bibbia dei poveri) è il nome di un libro illustrato realizzato in epoca medievale, sui principali avvenimenti della vita di Gesù Cristo. Conteneva anche brevi testi che spiegavano le immagini ed aveva lo  scopo di rendere la Bibbia più accessibile a persone non istruite.

Anche i grandi cicli pittorici delle  chiese che narravano le storie di Cristo, dei Santi  o della Bibbia, rappresentano una forma di comunicazione: ricordiamo i cicli murali di Giotto, come quelli della Cappella degli Scrovegni a Padova che raccontano le storie di Cristo o quelli della Basilica Superiore di Assisi con le storie di S. Francesco. Questi cicli pittorici, oltre ad una funzione celebrativa, avevano il compito di narrare  a coloro  che non potevano apprendere queste storie dai libri (perché  a quel tempo il popolo era in gran parte analfabeta)  un particolare racconto.

La diffusione della scrittura ad ogni livello sociale ha spazzato via quasi del tutto, negli ultimi cinque secoli, sia l’uso sia  la comprensione di questo patrimonio originale di figure e segni. 

 

Nuovi segni nell’era moderna

La società moderna  è ritornata a   comunicare con segni per dare immediatezza al messaggio: si pensi ad esempio  alla segnaletica stradale che deve comunicare con immediatezza un divieto o un segnale di pericolo, il quale deve essere percepito senza esitazione; sono segni convenzionali  ormai conosciuti in tutto il mondo.

Quindi nel messaggio visivo l’immagine rivela un messaggio immediato e nella sua interezza. In quest’ottica l’immagine è un prodotto finito  che non ha bisogno dell’atto dell’immaginare.

 

I cerchi nel grano

I cerchi nel grano (Crop circle), fenomeno che  è iniziato a comparire negli anni 70,  sono “disegni “ di forma circolare tracciati nei campi di grano  con grande precisione e molte varianti di disegno; hanno un grandezza variabile da circa mezzo metro a 200 metri.

Non è stata definitivamente chiarita la loro origine: forse dovuti a fattori naturali sconosciuti, o a esperimenti militari segreti, o all’ opera di burloni, o forse sono una forma di comunicazione sconosciuta?

Lanciando uno sguardo all’infinito liberiamo la fantasia  e proviamo ad immaginare altre terre e altri luoghi con una evoluzione diversa dalla nostra,  da dove  una energia sconosciuta sia giunta fino a noi………………